Lisa Bettin
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Voga alla Veneta: Una passione profonda che da sempre mi unisce alla natura e ai meravigliosi scenari lagunari della mia terra.
Mi sono affacciata al mondo della Voga alla Veneta all’età di dieci anni, qualificandomi fin da subito ai primi posti e collezionando col passare degli anni numerosissime bandiere, simbolo di costanti allenamenti e sforzi dedicati ad uno Sport che era la mia “passione”.
Un ringraziamento doveroso, per colui che mi ha aperto gli occhi di fronte al meraviglioso mondo della voga, lo dedico al mio Primo Grande Maestro di Voga alla Veneta (campione di molte gare della Regata Storica).
Le antiche tradizioni fanno risalire al IV° secolo D.C. i primi stanziamenti civici nella Laguna Veneta, a seguito delle occupazioni della tribù degli Unni e la susseguente demolizione dei nuclei residenziali romani di Padova, Aquileia e Altino.Successivamente la Laguna Veneta venne insediata dai Longobardi, i quali contribuirono al cambiamento socio-politico dell’isola veneziana, grazie ad una prima gestione territoriale e poi ad una vera organizzazione statale gerarchica.
L' isolamento delle acque lagunari vincolava la popolazione veneziana all'alternativa dello spostamento verso il mare aperto. I terreni lagunari ricchi di salso e inefficaci alla piantagione ed una pesca di sostentamento dovettero spingere i residenti a optare per il traffico commerciale.
Perciò il primo punto saliente da risolvere era appunto la costruzione dell'architettura navale che dovette inizialmente essere importata dalle province romane e successivamente abbandonata per l’inadeguatezza degli scafi in rilievo per i fondali delle barene lagunari.
Di conseguenza, a causa dei fondali molto bassi delle barene lagunari, il fondo delle imbarcazioni venne progettato senza chiglia, piatto, in modo tale da permettere al vogatore una facile navigazione tra i canali fangosi della Laguna Veneta. La necessità di poter vedere bene dove poter navigare con tali imbarcazioni, indusse il vogatore a vogare in piedi sulla poppa dell’imbarcazione stessa.
Da queste prime forme di imbarcazioni e voga, prese origine l’attuale Voga alla Veneta.
Col passare degli anni, i Veneziani contribuirono alla nascita di alcune forme di voga, oggi molto famose nel mondo della Voga alla Veneta. Alcune di queste particolari “danze” con il remo si traducono in tipici stili di voga alla veneziana, quale l’esemplare voga “ala valesana”: tipica voga con i due remi incrociati.
Un tempo praticata lungo i canali dragati lagunari e nelle valli da pesca. La voga “ala valesana” è ancora oggi molto praticata dai vogatori veneziani, condotti sia dalla passione che li lega alla propria terra sia per l’arte e la tradizione secolare del vogare. Questo tipo di voga è praticabile anche con l’utilizzo di un singolo remo, soprattutto nei canali stretti di Venezia, e con l’ausilio di barche dalla forma asimmetrica.
La “forcola” è lo strumento attraverso il quale il vogatore riesce a mantenere il remo in una certa posizione, estraendolo in ogni momento per le diverse manovre.
La particolare tecnica del gondoliere è l’insieme dei principali movimenti che il vogatore mette in atto quando voga. Ammirevole è la voga di una gondola, la quale necessità di un solo gondoliere, dando così all’imbarcazione un’inclinazione orizzontale asimmetrica della gondola stessa, permettendo allo stesso tempo al vogatore di far avanzare l’imbarcazione in linea retta senza alcun bisogno di timoni o altri mezzi.
Oggigiorno la Voga alla Veneta rappresenta per molti giovani e anziani del Litorale una grande passione che riesce ad unire in un unico mondo sia gli scenari spettacolari lagunari con lo sport.
Mi sono affacciata al mondo della Voga alla Veneta all’età di dieci anni, qualificandomi fin da subito ai primi posti e collezionando col passare degli anni numerosissime bandiere, simbolo di costanti allenamenti e sforzi dedicati ad uno Sport che era la mia “passione”.
Un ringraziamento doveroso, per colui che mi ha aperto gli occhi di fronte al meraviglioso mondo della voga, lo dedico al mio Primo Grande Maestro di Voga alla Veneta (campione di molte gare della Regata Storica).
Un po’ di Storia
La tecnica della Voga alla Veneta ha origini antichissime discendenti dalla condizione singolare idrogeologica della Laguna Veneta. La Voga alla Veneta era infatti il mezzo principale per poter attraversare le isole veneziane della Serenissima da una parte all’altra.Le antiche tradizioni fanno risalire al IV° secolo D.C. i primi stanziamenti civici nella Laguna Veneta, a seguito delle occupazioni della tribù degli Unni e la susseguente demolizione dei nuclei residenziali romani di Padova, Aquileia e Altino.Successivamente la Laguna Veneta venne insediata dai Longobardi, i quali contribuirono al cambiamento socio-politico dell’isola veneziana, grazie ad una prima gestione territoriale e poi ad una vera organizzazione statale gerarchica.
L' isolamento delle acque lagunari vincolava la popolazione veneziana all'alternativa dello spostamento verso il mare aperto. I terreni lagunari ricchi di salso e inefficaci alla piantagione ed una pesca di sostentamento dovettero spingere i residenti a optare per il traffico commerciale.
Perciò il primo punto saliente da risolvere era appunto la costruzione dell'architettura navale che dovette inizialmente essere importata dalle province romane e successivamente abbandonata per l’inadeguatezza degli scafi in rilievo per i fondali delle barene lagunari.
Di conseguenza, a causa dei fondali molto bassi delle barene lagunari, il fondo delle imbarcazioni venne progettato senza chiglia, piatto, in modo tale da permettere al vogatore una facile navigazione tra i canali fangosi della Laguna Veneta. La necessità di poter vedere bene dove poter navigare con tali imbarcazioni, indusse il vogatore a vogare in piedi sulla poppa dell’imbarcazione stessa.
Da queste prime forme di imbarcazioni e voga, prese origine l’attuale Voga alla Veneta.
Col passare degli anni, i Veneziani contribuirono alla nascita di alcune forme di voga, oggi molto famose nel mondo della Voga alla Veneta. Alcune di queste particolari “danze” con il remo si traducono in tipici stili di voga alla veneziana, quale l’esemplare voga “ala valesana”: tipica voga con i due remi incrociati.
Un tempo praticata lungo i canali dragati lagunari e nelle valli da pesca. La voga “ala valesana” è ancora oggi molto praticata dai vogatori veneziani, condotti sia dalla passione che li lega alla propria terra sia per l’arte e la tradizione secolare del vogare. Questo tipo di voga è praticabile anche con l’utilizzo di un singolo remo, soprattutto nei canali stretti di Venezia, e con l’ausilio di barche dalla forma asimmetrica.
La “forcola” è lo strumento attraverso il quale il vogatore riesce a mantenere il remo in una certa posizione, estraendolo in ogni momento per le diverse manovre.
La particolare tecnica del gondoliere è l’insieme dei principali movimenti che il vogatore mette in atto quando voga. Ammirevole è la voga di una gondola, la quale necessità di un solo gondoliere, dando così all’imbarcazione un’inclinazione orizzontale asimmetrica della gondola stessa, permettendo allo stesso tempo al vogatore di far avanzare l’imbarcazione in linea retta senza alcun bisogno di timoni o altri mezzi.
Oggigiorno la Voga alla Veneta rappresenta per molti giovani e anziani del Litorale una grande passione che riesce ad unire in un unico mondo sia gli scenari spettacolari lagunari con lo sport.